Celiachia, cosa c'è da sapere

Celiachia, cosa c'è da sapere

Cos'è la celiachia?

La celiachia è un’enteropatia auto–infiammatoria permanente, con tratti di auto-immunità, scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti.
Il glutine è la frazione proteica alcol–solubile di grano, orzo e segale. Questo complesso proteico, che quindi si trova principalmente in alimenti a base di frumento come pane, pasta, pizza, biscotti e snack dolci e salati, causa una risposta infiammatoria abnorme a livello dell’intestino tenue.
La risposta immunitaria genera un’infiammazione cronica che, a sua volta, danneggia i tessuti dell’intestino e porta alla scomparsa dei villi intestinali, importanti per l’assorbimento dei nutrienti. Un celiaco quindi, oltre al danno diretto, subisce un consistente danno indiretto perché non è in grado di assorbire sostanze nutritive e quindi rischia la malnutrizione.

Se non è diagnosticata tempestivamente e trattata in modo adeguato, la celiachia può avere conseguenze importanti, anche irreversibili.

L’ingestione di glutine, anche in minime quantità, nei pazienti affetti o predisposti, provoca un grave anneggiamento della mucosa intestinale, con un conseguente inefficace assorbimento dei nutrienti.
Il malassorbimento può arrivare a determinare alcune patologie e può essere particolarmente pericoloso nei bambini. Attualmente la terapia consiste in una dieta rigorosamente priva di glutine da seguire per tutta la vita.

Legge 4 luglio 2005, n° 123 “Norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia”

Lo Stato ha predisposto una serie di interventi per favorire l'inserimento nella vita sociale dei soggetti affetti da
celiachia, tra cui l'erogazione gratuita dei prodotti dietetici senza glutine. La Legge n.123/2005 prevede, in particolare, lo sviluppo di attività e progetti, nazionali e regionali, finalizzati a:

  1. permettere una diagnosi precoce della malattia e facilitare la prevenzione delle complicanze;
  2. garantire un’alimentazione equilibrata e sicura non solo a casa, ma anche durante le attività scolastiche, sportive, lavorative e le eventuali degenze ospedaliere;
  3. favorire l'educazione sanitaria del cittadino affetto da celiachia e della sua famiglia, nonché provvedere alla
    formazione e all’aggiornamento professionale del personale sanitario e degli operatori del settore alimentare.

 

Fonte: https://www.epicentro.iss.it/celiachia/celiachia; http://www.salute.gov.it/

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